"Il letto di Frida" di Slavenka Drakulic

Dalla paralisi che la costrinse a letto per nove mesi – Frida aveva sei anni e si inventò un’amica immaginaria: «per andare da lei alitava sul vetro della finestra e disegnava in fretta una porta piccolissima e invisibile» – passando attraverso un’infanzia da zoppa – «se solo potessi volare», pensava, «non avrei più bisogno delle gambe» – per arrivare al bastone d’acciaio che le perforò la pancia, compromettendo la gamba e la spina dorsale per sempre.
Frida ricorda: le prime tele, quando la madre le regalò colori e pennelli per arrecare sollievo alla sua immobilità; il matrimonio con il pittore Diego Rivera, che amò fino all’ossessione, durante il quale si relegò per sua scelta al ruolo di moglie del genio, fino a quando lui la tradì con sua sorella – le due persone che conoscevano ogni cicatrice e ferita che nascondeva al mondo – e Frida si abbandonò definitivamente all’ancora di salvezza della pittura.
«Un fuoco del genere lo hanno coloro che conoscono la morte», le disse un giovane amante, e con quel fuoco visse e si spense una grandissima pittrice che ebbe il coraggio di accettare la sfida della vita senza soccombere mai.
Con rara sensibilità, Slavenka Drakulic si insinua nel dolore e nel bisogno d’amore che così prepotentemente segnarono l’esistenza di Frida Kahlo.

Fonte: www.unionesarda.it

"Il letto di Frida" di Slavenka Drakulicultima modifica: 2011-02-26T17:40:41+01:00da sandany8
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