Patriottici e leghisti

L’adesione al monito del presidente della repubblica sui valori dell’unità d’Italia e sul rispetto ad essi dovuto da parte di due esponenti di punta della Lega del Veneto, Giancarlo Gentilini, plurisindaco di Treviso, el vecio, e il giovane emergente sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha suscitato scalpore anche all’interno della Lega.
Gentilini ha sempre mediato il suo patriottismo tricolore attraverso quell’evento fondativo della nazione che è stata la Prima guerra mondiale, il repertorio integrale della mitografia alpina, intesa sia come luogo geografico che come dimensione etnica (chi non ricorda la razza Piave’), ma soprattutto come esercito di popolo, composito nelle sue provenienze e unificato dal destino bellico in un passaggio fondante dell’identità nazionale.
Tosi, più sottile di Gentilini, ha infatti parlato di analogia con la situazione americana, patriottica e federalista ma nel suo cursus honorum, prima in regione Veneto e poi come primo cittadino scaligero, è ricorso raramente ai luoghi retorici del rancore e del territorio, per esempio nella vicenda Profumo‒Unicredit gestita con spigliata spregiudicatezza.
In realtà il motivo di fondo è stato anticipato in filigrana da quella che, su queste colonne, abbiamo chiamato la non reversibilità dell’elettorato di centrodestra: può votare compattamente il candidato della Lega, ma non è vero il contrario; un candidato Pdl, vedi Brunetta a Venezia, può non essere votato dai leghisti.

Fonte: www.europaquotidiano.it

Patriottici e leghistiultima modifica: 2011-01-13T20:54:28+01:00da sandany8
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento