Governare la carne

Spiega in primo luogo che per soddisfare la crescente domanda, al trend attuale, la produzione mondiale di carne bovina, avicola, suina, caprina, ovina (per non dire del latte e delle uova) dovrebbe passare dagli attuali 228 milioni di tonnellate annui a 463 milioni nel 2050.
L’allevamento «è essenziale nella sussistenza di circa un miliardo di persone povere, fornendo reddito, cibo, combustibile, forza da tiro, materiale da costruzione e fertilizzante», ma «i piccoli allevatori incontrano grandi difficoltà a restare competitivi di fronte a sistemi produttivi intensivi e di grandi dimensioni».
Ne fanno le spese, a seconda dei casi, le foreste (si pensi all’Amazzonia decimata dai pascoli e dalla soia), l’approvvigionamento idrico, la destinazione dei suoli e delle risorse alimentari, visto che – è ben noto – gli allevamenti richiedono a parità di resa calorica ed energetica una quantità di risorse ben maggiore delle proteine e calorie vegetali.
Ma anche se la domanda mondiale di prodotti animali, grazie a investimenti e a una «governance» ora inesistente, fosse soddisfatta prioritariamente dagli allevatori su piccola scala, con gli animali integrati nel resto dell’economia agricola, è legittimo chiedersi se questo basterebbe a rendere «sostenibile» la produzione di mezzo miliardo di tonnellate di carne.

Fonte: www.ilmanifesto.it

Governare la carneultima modifica: 2010-03-04T16:01:01+01:00da sandany8
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