Babele 56 di Giorgio Fontana

Al di qua dei finestrini un chiacchiericcio in esperanto metropolitano, al di là un fondale di kebabbari e macellerie islamiche, alimentari latinos e ristoranti giapponesi gestiti – ovviamente – da cinesi.
Giorgio Fontana ha usato la 56 come metronomo per prendere il ritmo della Milano multiculti e per non spiaggiarsi né sulla rimasticatura del pamphlet sulla ricchezza dell’immigrazione né, al contrario, sull’inchiesta intorno ai pruriti e attriti portati dagli stranieri.
I peruviani invece organizzano la junta, una specie di prestito a giro: ‘Ci si trova in una decina di persone.
Da una junta ben investita e da un paio di computer, l’ingegnere José ha cavato una casa editrice di periodici latinos ed è diventato un minimurdoch peruan-milanese.

Fonte: http://www.ilfoglio.it/editoriali/105

Babele 56 di Giorgio Fontanaultima modifica: 2009-04-24T14:21:34+02:00da sandany8
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